Cavolo, non scrivo più nulla da tre settimane circa… si vede forse che sono ricominciati i corsi all’università?!
Beh, si dà il caso che abbia trovato una pagina di wordpress, in giro per la rete…
Come si può vedere, tale pagina utilizza il mio stesso tema (uso la parola “tema”, forse impropriamente, per definire lo stile del blog, con tanto di immaginetta nell’header).
Ciò che è però ben più notevole e degno di nota è il proprietario di quel blog… nientepopodimeno che Terence Tao.
Questi è un matematico australiano, nato ad Adelaide nel 1975.
Bambino prodigio (questa volta davvero!), a 9 anni seguiva corsi di livello universitario.
Dai 10 anni partecipa alle edizioni ‘86, ‘87, ‘88 delle IMO, vincendo rispettivamente un bronzo, un argento e un oro (è tuttora il più giovane vincitore di un oro in tale competizione).
A 20 anni consegue il Ph.D., equivalente al titolo di dottorato italiano.
A 24 diviene il più giovane “full professor” nella storia dell’UCLA (University of California Los Angeles).
Nel 2006 viene premiato con la Medaglia Fields per i suoi contributi nel campo delle equazioni alle derivate parziali (PDEs), della combinatoria, dell’analisi armonica e della teoria dei numeri additiva. Per saperne di più, anche sugli altri tre vincitori del premio (tra cui lo stravagante russo Grigori Perelman), leggete il documento ufficiale: FieldsMedals2006.
In conclusione, il più noto risultato del nostro Terence, ottenuto in collaborazione con Ben Green, sui numeri primi, straordinario se non altro per l’eccezionale semplicità dell’enunciato.
Teorema (Green-Tao): La successione dei numeri primi contiene progressioni aritmetiche arbitrariamente lunghe. Equivalentemente, per ogni intero positivo esiste una progressione aritmetica di numeri primi, avente lunghezza
.
Si noti che il teorema dimostra l’esistenza di tali progressioni, non dice affatto come costruirle: il problema è tutt’altro che banale, tant’è che ad oggi non sono note progressioni di primi con più di 25 termini (e quest’ultima parte dal simpatico )!
Per rispetto dovrei quanto meno cambiare stile al mio blog, ma, non volendolo fare, mi limito a porgere i miei ossequi al signor Tao, se mai avrà occasione di leggere questo sproloquio… tanto di cappello!
Andrea


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