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La scorsa domenica si è tenuta a Napoli la XIV Giornata della Memoria e dell’Impegno, in ricordo delle vittime delle mafie, e ieri sera Roberto Saviano è stato ospitato a “Che tempo che fa”.
Oltre a consigliarvi l’ascolto di quanto quest’ultimo ha detto, a questo link, riporto anche alcune parole di don Peppino Diana, ricordato in entrambe le occasioni succitate (fu ucciso il 19 marzo 1994 a Casal di Principe).
Si muore per un sì e per un no, si dà la vita per un ordine e una scelta di qualcuno, fate decenni di carcere per raggiungere un potere di morte, guadagnate montagne di danaro che investirete in case che non abiterete, in banche dove non entrerete mai, in ristoranti che non gestirete, in aziende che non dirigerete, comandate un potere di morte cercando di dominare una vita che consumate nascosti sotto terra, circondati da guardaspalle. Uccidete e venite uccisi in una partita di scacchi il cui re non siete voi ma coloro che da voi prendono ricchezza facendovi mangiare l’uno con l’altro fin quando nessuno potrà fare scacco e ci sarà solo una pedina sulla scacchiera. E non sarete voi. Quello che divorate qui lo sputate altrove, lontano, facendo come le uccelle che vomitano il cibo nella bocca dei loro pulcini. Ma non sono pulcini quelli che imbeccate ma avvoltoi e voi non siete uccelle ma bufali pronti a distruggersi in un luogo dove sangue e potere sono i termini della vittoria. È giunto il tempo che smettiamo di essere una Gomorra…»
Don Peppino Diana

Più che un sacerdote, o uno scout, quali pure è stato, un vero uomo.
Come tanti, del resto. Uno fra gli altri, Salvatore Nuvoletta.
Diffondiamo la memoria di queste ed altre persone, che non avrebbero sicuramente voluto essere definite “eroi”, se mai (semplicemente, ma non semplicisticamente) “uomini”.
Andrea
